Area Informativa / Endometriosi, la malattia silenziosa

L’endometriosi è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. È una patologia dell’età fertile che tende a regredire con la menopausa.
I presunti fattori di rischio per l’endometriosi sono: menarca precoce, breve ciclo mestruale ( < 27 giorni), aumentata durata del flusso (> 6 giorni) e nulliparità.
Non è chiaro il meccanismo patogenetico che porta all’instaurarsi della patologia. Sono state proposte varie ipotesi ma nessuna di esse risulta essere certa.
Tale condizione può interferire sulla fertilità della donna influenzando la qualità ovocitaria, rendendo difficile l’impianto dell’embrione, creando aderenze che possono danneggiare la pervietà tubarica.
Abbiamo stimato che tale problema interessa ben il 25% delle nostre pazienti.
Una delle sedi più frequenti dell’endometriosi è a livello ovarico con la formazione di cisti dette ”cisti cioccolato” che possono avere dimensioni variabili. Altri sedi sono il setto retto vaginale, peritoneo, vescica, ureteri, intestino, ecc.
Nel 20-25% dei casi l’endometriosi è asintomatica e viene diagnosticata casualmente. Negli altri casi il sintomo principale è il dolore. Il dolore può essere più o meno intenso, localizzato a livello della pelvi. Tale dolore può presentarsi durante le mestruazioni (dismenorrea) ma anche nei periodi intermestruali. Il dolore può comparire anche durante i rapporti sessuali, in tal caso si parla di dispareunia. Una mestruazione parecchio dolorosa, che interferisce sullo stile di vita, o un dolore pelvico nelle situazioni sopraelencate deve indurre la donna a sottoporsi ad un’attenta visita ginecologica.
L’endometriosi ovarica viene facilmente individuata con una ecografia transvaginale. La diagnosi, specie dei piccoli noduli localizzati nella pelvi, viene fatta con la laparoscopia che consente il prelevare un campione e sottoporlo ad esame istologico.
Purtroppo l’endometriosi non si può prevenire. Il trattamento è estremamente soggettivo e deve essere individualizzato in base all’età della donna, l’estensione delle lesioni, la severità della sintomatologia dolorosa e il desiderio di fertilità. Fra le opzioni più semplici e non invasive rientrano la terapia sintomatica con analgesici e, per coloro che non stanno progettando una gravidanza, la terapia estroprogestinica in continuo. Nei casi in cui il dolore pelvico cronico non migliora con questi trattamenti, quando le lesioni endometriomi sono molto grandi o quando vi siano impianti endometriosici del setto retto-vaginale, si deve ricorrere alla chirurgia.
C’è ancora una lunga strada da percorrere per comprendere appieno l’endometriosi, una malattia relativamente comune e tuttavia ancora non molto conosciuta.

Dott.ssa Valentina Milani
Specialista in Riproduzione Assistita di Institut Marquès Milano

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