Area Informativa / Vaccinazioni: tra realtà e miti da sfatare


Il Calendario vaccinale 2012-2014 in Italia prevede l'offerta attiva e gratuita delle seguenti vaccinazioni:

  • vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e successivi richiami: antidifterica, antipoliomelitica, antitetanica, antiepatite virale B
  • Vaccinazioni raccomandate nell'infanzia e successivi richiami: pertosse, infezioni da haemophilus inflienzae b-Hib, morbillo-parotite-rosolia
  • vaccinazione anti-HPV per le ragazze nel corso del 12° anno di vita
  • vaccinazioni antipneumococcica ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati
  • vaccinazione antinfluenzale per le persone oltre i 65 anni
  • vaccinazione contro la varicella per tutti i nuovi nati, a partire dal 2015.

Le vaccinazioni sono considerate la più efficace profilassi nei confronti di malattie infettive gravi o potenzialmente fatali, soprattutto per quelle per le quali non esiste un trattamento risolutivo (ad es. infezioni virali). Il numero delle malattie prevenibili sta incrementando rapidamente. L'utilizzo sempre più frequente di metodiche di biologia molecolare e l'attuazione di vaccini combinati hanno ridotto il numero di somministrazioni e reso meglio tollerabile, meno invasivo e idoneo il calendario vaccinale. Purtroppo segnalazioni, non sempre controllate, di eventi avversi in concomitanza con alcune vaccinazioni hanno diffuso il timore che queste possano essere responsabili di complicanze anche gravi. Complicanze in particolare a carico del sistema nervoso e talora determinanti fattori nell'insorgenza di alcune patologie neuropsichiatriche (autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo, ritardi psicomotori ecc..). Ciò comporta che alcuni genitori evitino di vaccinare i loro figli mettendoli così a rischio non solo di contrarre diversi agenti ma anche di essere paradossalmente sottoposti a quelle stesse complicanze, in alcuni casi più frequenti e più gravi, che si vorrebbero evitare (soprattutto a carico del sistema nervoso centrale). Ma è ancora più frequente il timore di vaccinare bambini affetti da malattie neurologiche, ritenendo che la vaccinazione possa causare un aggravamento della condizione di base o che i presunti rischi da vaccinazione siano, in questi casi, superiori rispetto alla popolazione generale. Una estesa review fatta da Shorvon e Berg (2008), che parte dalle ripetute analisi del NCES (National Childhood Encephalopathy study) nel Regno Unito dal 1976 agli anni 2000, ha portato alla conclusione che non vi è significativo incremento di encefalopatia nei bambini vaccinati e nessun singolo caso può essere attribuito al vaccino DTP. Ray et al (2006) in uno studio retrospettivo su più di 2 milioni di bambini hanno dimostrato come in caso di vaccinazione con vaccino DTP e MMR non vi sia un aumento del rischio di un'encefalopatia post vaccinica. (Encephalopathy After Whole-Cell Pertussis or Measles Vaccination. Lack of Evidence for a Causal Association in a Retrospective Case - Control Study. Pediatr Infect Dis J 2006;25: 768 - 773).
Come tutti i farmaci anche i vaccini possono causare effetti indesiderati, ma questi sono, nella maggior parte dei casi, di lieve entità e transitori, consistendo per lo più in febbre e reazione infiammatoria nel punto di inoculazione: tali effetti collaterali possono essere agevolmente trattati e prevenuti con antinfiammatori ed antipiretici.
Eventi avversi più seri si manifestano solo molto raramente (un caso ogni migliaia o milioni di dosi somministrate). Alcuni eventi segnalati in associazione con le vaccinazioni sono così rari che è impossibile valutare la dimensione del rischio e provare l'esistenza di un effettivo rapporto di causalità con queste.
In tempi passati si è fatto spesso riferimento ad un presunto rapporto tra sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e vaccinazione antidiftotetanopertossica (DTP). Approfonditi studi scientifici ed epidemiologici hanno smentito con sicurezza l'esistenza di qualsiasi rapporto tra tali eventi. La maggior parte dei decessi SIDS avviene nell'arco di tempo in cui abitualmente viene completato il ciclo di base della vaccinazione DTP ed è, quindi per mera coincidenza temporale che, in alcuni casi, la somministrazione di una dose di DTP preceda di alcune ore o di alcuni giorni la morte improvvisa di un bambino. Le vaccinazioni hanno consentito di salvare milioni di vite e di prevenire innumerevoli casi di malattie e di complicazioni che possono avere esiti fortemente invalidanti, tanto nei paesi industrializzati quanto in quelli in via di sviluppo.
Considerazioni scientifiche ed etiche impongono di continuare l'attuazione di programmi di vaccinazione di massa in forme e modalità adeguate alla situazione epidemiologica e socio-sanitaria di ogni Paese.
Fonti: Lega Italiana contro Epilessia (LICE); Ministero della Salute Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014

DOTT. FEDERICO RAVIGLIONE NEUROPSICHIATRA INFANTILE

www.stradaperunsognonlus.it - E-mail: info@stradaperunsognonlus.it

*